Si tratta dell’antica Pieve castellana del Castello Tarlati databile 979 successivamente, nel 1744, trasformata in Propositura.
Si tratta dell’antica Pieve castellana del Castello Tarlati databile 979 successivamente, nel 1744, trasformata in Propositura.
Le prime notizie storiche riguardanti la Pieve di Bibbiena si hanno fin dal sec. VII quando l’edificio di culto, dedicato ai Santi Ippolito e Cassiano , era ubicato in località Castellare. Il più antico documento certo che menziona questa chiesa è datato 979.
Verso la metà del 1500 l'edificio fu ampliato e, tra XVI e XVII secolo, appesantito da sovrastrutture barocche poi rimosse a partire dai primi dei Novecento.
Nell'anno 1972, nel corso di alcuni scavi eseguiti, furono riportati alla luce un bellissimo portale e una grande finestra romanica nel fianco est, lungo Via Berni.
Nel 2016, in seguito alla visita del Vescovo Riccardo Fontana, la Propositura cambiò la propria dedicazione, sostituendo San Cassiano con San Donato, patrono di Arezzo, accanto all’invariato Sant’Ippolito.
L’interno della Propositura è ricco di opere d’arte:
- croce dipinta, una tavola della prima metà del XIV secolo, attribuita ad un ignoto pittore della cerchia di Duccio, chiamato Maestro di San Polo in Rosso;
- Madonna in legno, duecentesca, proveniente dalla Chiesa di Santa Maria Assunta a Giona;
vetrata raffigurante gli ultimi istanti della vita di Buonconte da Montefeltro, morto durante la battaglia di Campaldino;
l’Annunciazione di Giovanni Calducci, detto il Cosci, del 1580 ca.;
Madonna col Bambino in Trono e Angeli di Arcangelo di Cola da Camerino;
- Polittico di Bicci di Lorenzo, del 1435;
- Fonte Battesimale;
- Organo di Onofrio Zeffirini, del 1500, proveniente dall’Abbazia di Vallombrosa;
- Dipinto di Jacopo Ligozzi, del 1600, che raffigura la Vergine con il Bambino, circondata da una gloria di angeli.
- Sull’altare troviamo collocata la bellissima pala realizzata dal pittore Bicci di Lorenzo, recentemente restaurata e risalente al 1435. Questa raffigura una Madonna in Trono con Bambino e Santi, tra i quali figura anche Sant’Ippolito, dedicatario della chiesa.
- Interessanti anche le vetrate, tra i cui soggetti ricordiamo Santa Chiara, con in mano il giglio bianco, e Buonconte di Montefeltro , ritratto negli ultimi istanti di vita come immaginato da Dante Alighieri.
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