Il Palagio Fiorentino appartenne ai Conti Guidi , come altri castelli della zona. Edificato verso il 1230 dal conte Bandino, da questo castello ebbe luogo il ramo dei conti di Palagio, ai quali appartenne per molti anni
Il Palagio Fiorentino appartenne ai Conti Guidi , come altri castelli della zona, fu edificato verso il 1230 dal conte Bandino.
L'attuale edificio del Palagio Fiorentino fu fatto costruire agli inizi del novecento dall'Avvocato Carlo Beni , sindaco di Stia e autore di una celebre Guida sul Casentino. Durante i lavori di ricostruzione, furono ritrovati reperti medievali, comprese monete e un sigillo con lo stemma dei Guidi
L'aspetto della struttura, più che rispettare l'originale impianto architettonico, richiama il gusto neo-gotico in voga negli anni della ristrutturazione. Il prospetto è caratterizzato dalla torre merlata, dai due ordini della facciata e con una scala di collegamento fra i piani che ricorda l'impostazione del castello di Poppi. Il Palagio, di proprietà comunale, ospita la Raccolta d'Arte Contemporanea ed è sede di importanti mostre e convegni.
Il Museo d’Arte Contemporanea è nato con l’intento di promuovere l’arte contemporanea in un piccolo centro pedemontano con una sede prestigiosa, la raccolta riunisce le opere di artisti contemporanei toscani o che hanno a lungo risieduto in Toscana.
Il nucleo originario della collezione è costituito dalla donazione di 53 dipinti e 10 sculture da parte di Vicky Galati Indelli in memoria del padre Americo Francesco Galati.
Successivamente la raccolta si è arricchita con opere donate al Comune di Stia e oggi vanta circa 200 opere: sculture, dipinti e grafiche di artisti come Pietro Annigoni, Giò Pomodoro, Ottone Rosai, Marino Marini, Quinto Martini, Pietro Parigi e molti altri.
All'interno del Palagio Fiorentino sorge anche il Centro Multimediale Dantesco. Il Centro si articola su 3 ambienti che, grazie a un allestimento innovativo, propongono al visitatore un percorso permanente dedicato al Sommo Poeta e ai luoghi danteschi del Casentino.
Nella 1° sala il visitatore è accolto da un avatar di Dante che permette di scoprire il rapporto che egli ha avuto con il territorio casentinese e la sua natura incontaminata. Scoperta resa ancor più suggestiva e coinvolgente grazie ai visori di realtà aumentata che consentono di accedere a viste immersive a 360° dei luoghi danteschi in Casentino. Inoltre, un display touch screen raccoglie le scansioni dei passi dedicati al territorio nell’edizione della Divina Commedia commentata da Cristoforo Landino da Pratovecchio.
Nella 2° sala una postazione interattiva con 6 cartoline che attivano altrettanti video fornisce contenuti di approfondimento circa le vicende politiche e personali del Sommo Poeta e i richiami al Casentino che si ritrovano nella sua opera. Un tavolo touch è interamente dedicato alla Battaglia di Campaldino, cui prese parte anche un giovane Dante Alighieri. La postazione permette, attraverso un gioco interattivo, di scoprire il contesto storico della Battaglia, ma anche la storia dei personaggi più illustri che vi presero parte. L’allestimento è impreziosito dall’esposizione di due copie anastatiche della Divina Commedia, il Dante historiato di Federico Zuccari e il Manoscritto Yates-Thompson, e da una collezione di armi medievali realizzate per la Biennale d’Arte Fabbrile del 1989.
Il percorso termina nella 3° sala con un video in cui Riccardo Starnotti, presidente dell’Ass. Amici di Dante in Casentino, vestendo i panni del Sommo Poeta, percorre un itinerario ricco di storia e cultura dal Monte Falterona fino al Palagio Fiorentino, passando dai castelli di Porciano e Romena.
Palagio Fiorentino - Stia in immagini
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