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Sangiovese del Casentino

Il rosso della foresta: Sangiovese coltivato tra i boschi dell'Appennino aretino, da vigne ultra-cinquantennali a 300–600 m di quota.

ZonaCasentino meridionale — Poppi, Pratovecchio, Stia
StagionalitàVendemmia fine settembre – ottobre
TipologiaRosso · Riserva
VitigniSangiovese 90% · Colorino 10%
TipologiaRosso · Riserva
VitigniSangiovese 90% · Colorino 10%
Annata2021
Gradazione13,5% vol
Affinamento18 mesi botti rovere di Slavonia
T° servizio16 – 18 °C

Storia e tradizione

La coltivazione della vite nel Casentino affonda le radici nell'epoca etrusca. I conti Guidi — signori di Poppi per secoli — erano già rinomati per i loro vini nel Medioevo, e le cronache dell'abbazia di Camaldoli ricordano le vigne come bene prezioso della comunità monastica.

Il Sangiovese del Casentino è un vino di montagna: la quota (300–600 m slm), le escursioni termiche tra giorno e notte, e i suoli argillosi e sassosi dei versanti esposti a sud conferiscono al vino una personalità distinta rispetto ai cugini chiantigiani. Più rustici, più austeri, con un'acidità fresca che li rende longevi e ottimi a tavola.

Una nuova generazione di vignaioli sta recuperando vitigni autoctoni quasi dimenticati come il Colorino e il Ciliegiolo, scegliendo la qualità sul volume.

Note di degustazione

Rubino intenso con riflessi granato. Al naso: ciliegia matura, prugna, viola appassita, cuoio e spezie dolci dall'affinamento in botte di rovere di Slavonia (18 mesi). In bocca strutturato, tannini morbidi e setosi, acidità fresca, finale lungo con ritorni di frutta scura e tabacco.

Abbinamenti consigliati

Con cosa abbinarlo
🐗
Cinghiale in umido
Il piatto principe del Casentino, stufato nel vino rosso
🥩
Bistecca Chianina
Fiorentina al sangue, grigliata su brace di legna
🥓
Prosciutto del Casentino DOP
Tagliato a mano, stagionato 18 mesi in montagna
🧀
Pecorino della Verna
Stagionato medio o vecchio, dai pascoli del Pratomagno

Pappardelle al ragù di cinghiale con Sangiovese

Ricetta tipica

Ingredienti

  • ·400 g di pappardelle fresche all'uovo
  • ·600 g di cinghiale marinato
  • ·1 bicchiere di Sangiovese del Casentino
  • ·Cipolla, carota, sedano, aglio
  • ·Pomodori pelati, alloro, rosmarino
  • ·Olio extravergine di Raggiolo
  • ·Sale, pepe nero in grani

Preparazione

Marinare il cinghiale per 12 ore nel vino con le verdure e le spezie. Soffriggere la cipolla nell'olio, aggiungere la carne sgocciolata e rosolare a fiamma viva. Sfumare con il vino della marinatura e aggiungere i pelati. Cuocere a fuoco lento per almeno 2 ore, fino a che la carne si sfalda. Cuocere le pappardelle al dente e mantecare nel ragù con abbondante Parmigiano. Abbinare con un calice dello stesso Sangiovese usato in cottura.

Curiosità e storia

La vigna più antica
La Fattoria di Romena possiede viti di Sangiovese di oltre 80 anni, recuperate da vecchi filari abbandonati nel dopoguerra. Producono pochissime bottiglie, ma di qualità straordinaria.
Il microclima dell'Appennino
Le escursioni termiche tra agosto e settembre nel Casentino superano i 20°C tra giorno e notte. Questo stress termico rallenta la maturazione e concentra aromi e polifenoli nell'acino.
I monaci e il vino
L'abbazia di Camaldoli produceva vino già nel XII secolo. I monaci camaldolesi hanno mantenuto vive le tecniche di vinificazione tradizionale per secoli, usando le stesse varietà autoctone.
Vendemmia in quota
Alcune vigne del Casentino si spingono fino a 600 metri di quota, rendendo la vendemmia più tardiva (ottobre) rispetto ai vini della pianura aretina.
Borghi di produzione

Dove nasce questo prodotto

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Borgo

Pratovecchio Stia

Ristoranti che lo servono

Dove assaggiarlo a tavola

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chiesa

Santuario della Verna

Il luogo sacro più importante del Casentino, dove San Francesco ricevette le stimmate nel 1224.
Sangiovese del Casentino

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