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Tutti a teatro!

Tra le varie manifestazioni artistiche e culturali che animano la vallata, un posto speciale è indubbiamente occupato dal Teatro.

In Casentino attualmente sono due i teatri attivi, quello degli Antei a Pratovecchio e il Dovizi a Bibbiena.

 

 TEATRO DEGLI ANTEI 

Il Teatro degli Antei si trova in Via Verdi, 2 a Pratovecchio, a pochi passi da Piazza Jacopo Landino o, come la chiamano gli abitanti del paese, Piazza Vecchia.

Questo nacque per volontà degli Accademici degli Antei che, nel 1719, ottennero di poter usare una stanza del vecchio archivio della cancelleria e l’attiguo casolare per potersi esercitare con la letteratura e la commedia. Ampliato nel 1726, il teatro era caratterizzato da una pianta a ferro di cavallo e tre ordini di palchi in legno. Nel 1950 questi ultimi vennero demoliti e sostituiti dai balconi affacciati sulla platea che vediamo ancora oggi.

Mentre quindi l’esterno conserva i caratteri dell’architettura sette/ottocentesca, l’interno invece rispecchia lo stile razionalistico del secondo dopoguerra, periodo in cui iniziò anche il declino di questa struttura.

Nel 1987 il Comune ne ha acquisito la proprietà promuovendone il restauro e ripristinandone la funzione.

Tra le varie iniziative, il Teatro degli Antei è tra le location per i concerti in prima serata della manifestazione biennale “Naturalmente Pianoforte”.

 

 

TEATRO DOVIZI

Il Teatro Dovizi deve il suo nome al bibbienese Bernardo Dovizi, grandissima personalità politica, religiosa e culturale vissuta tra il XV e il XVI secolo. Bernardo Dovizi, conosciuto anche come Cardinal Bibbiena, fu prima segretario di Giovanni de’ Medici e poi appunto cardinale quando questi divenne Papa con il nome di Leone X. Dovizi è conosciuto per aver composto la commedia “La Calandria” e per essere menzionato tra i personaggi principali de “Il Cortegiano” di Baldassarre Castiglione.

Il teatro Dovizi fu eretto nel 1842 per volontà dell’Accademia degli Operosi che affidarono il progetto architettonico a Niccolò Matas. Per gli ambienti interni, caratterizzati da una pianta a U e tre ordini di palchi, si scelse uno stile cosiddetto “bibienesco”, ispirato cioè dai lavori della famiglia Galli-Bibiena, artisti anch’essi di origine bibbienese famosi per il loro lavoro di scenografi presso le principali corti europee.

Dopo un importante lavoro di restauro, il teatro è tornato in funzione nel 1997 e concesso in residenza a partire dal 2001 Associazione NATA, Nuova Accademia del Teatro d’Arte, che ne ha assunto la gestione e la direzione artistica.

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