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Castello di Poppi

Il Castello di Poppi è forse il castello più conosciuto di tutto il Casentino o quantomeno uno dei più iconici. La sua storia è strettamente connessa a quella della più grande famiglia feudale di questo territorio, ossia quella dei Conti Guidi. I primi documenti che attestano la presenza del sito fortificato di Poppi risalgono al 1191, ma fu nel 1274 che il castello assunse l’aspetto che ha ancora oggi.

Per il progetto architettonico, il Conte Simone da Battifolle incaricò Lapo e Arnolfo di Cambio, lo stesso che in seguito progettò anche Palazzo Vecchio a Firenze e, secondo Giorgio Vasari, il Castello di Poppi fece da prototipo per il celebre palazzo fiorentino. Le scarse aperture presenti nella muratura che cinge il Castello sembrano essere originali. Fu poi costruito il recinto murato fortificato attorno alla torre dal quale si svilupparono gli altri edifici della fortificazione.

Inizialmente le ali del castello erano separate per ragioni difensive e l’ingresso principale si trovava in fondo al cortile. Fu dopo l’ultima grande ristrutturazione del Castello nel 1470 che l’attuale porta di ingresso divenne l’entrata principale e le due ali del castello furono unite da una maestosa scala in pietra serena. La porta prese il nome di “Porta del Leone” per il bassorilievo sopra di essa, realizzato da Baldassarre Turriani nel 1477, lo stesso ad aver realizzato anche la scalinata interna.

Mentre ai piani inferiori si trovavano l’armeria, la scuderia e le prigioni (a cui però si accedeva dalla torre), i piani alti erano quelli destinati alla famiglia del signore. Il grande salone affrescato al primo piano prende il nome di “Sala delle Feste”: fu qui che nel 1440 l’ultimo Conte Guidi, Francesco, firmò la resa alla Repubblica Fiorentina e la condanna al proprio esilio. Da quel momento Firenze pose nel castello un proprio vicario: nel corso dei secoli, i vari vicari fiorentini hanno lasciato una testimonianza della propria presenza attraverso gli stemmi in pietra che ornano le pareti del cortile.

Al suo interno il castello ospita anche la Biblioteca Rilliana, un’importante collezione di manoscritti e volumi antichi, la cappella con gli affreschi di Taddeo Gaddi e il grande plastico della Battaglia di Campaldino, combattuta l’11 giugno del 1289 tra Guelfi e Ghibellini. A questa prese parte anche Dante Alighieri, che qualche anno dopo si ritrovò, durante il suo esilio, a vagare per il Casentino. A quanto pare, il Sommo Poeta avrebbe trovato ospitalità proprio presso questo castello e qui avrebbe scritto il XXX Canto dell’Inferno, dedicato al Conte Ugolino della Gherardesca.

Le storie sul Castello di Poppi non si esauriscono qui, nei secoli è stato il simbolo di un territorio, ed è stato anche la testimonianza dell’evoluzione tecnica e scientifica della Toscana e dell’umanità. Infatti, lo scienziato americano Benjamin Franklin, amico del Granduca di Toscana, utilizzò l’altezza del castello per testare la propria invenzione, il parafulmine. Questo accadde nel 1786.

Per maggiori informazioni

Piazza Repubblica 1, 52014 Poppi (Arezzo)

info@castellopoppi.it

tel. +39 0575 520516

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