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Castel San Niccolò

Castel San Niccolò è il nome del castello che domina l’abitato della valle del torrente Solano. Questo prende il nome dal santo a cui è intitolata la sua chiesa, per estenderlo poi all’intero comune. Si racconta che il poggio su cui questo castello sorge, fosse abitato da diavoli che volevano impedirne la costruzione. Grazie a una reliquia appartenente a San Niccolò poi il luogo fu liberato dalle presenze infernali e i lavori furono finalmente portati a termine.

Capoluogo del comune è il paese di Strada, paese della pietra. La tradizione millenaria della lavorazione di questa materia qui trova la sua culla. Così è nata anche la Mostra della Pietra lavorata, una manifestazione che, ad anni alternati, mette in mostra il meglio di questa produzione artigianale. Maestri scalpellini da generazioni, gli abitanti oggi mantengono viva questa tradizione (raccontata nel Museo della pietra lavorata) passandola in eredità ai giovani. La piazza del paese è per gran parte occupata da una bellissima loggia in pietra, che un tempo ospitava il mercato.

Da visitare assolutamente la Pieve di San Martino a Vado che si trova all’inizio della strada alberata che porta al centro del paese. È una delle chiese romaniche più importanti e antiche della valle, citata per la prima volta nel 1028. Di notevole interesse sono i capitelli che ornano le colonne monolitiche, opera di maestranze lombarde e riferibili al XII secolo.

Poco distante da Strada, troviamo Borgo alla Collina, luogo di origine di Cristoforo Landino, umanista e raffinato commentatore della Divina Commedia, la cui salma è conservata nella chiesa del paese.

La località di Cetica si trova sempre nel comune di Castel San Niccolò. È un piccolo paese noto grazie a un prodotto particolare, la patata rossa di Cetica, riconosciuta come presidio Slow Food. la comunità ha ritrovato forze spontanee e capacità creative oltre che una piccola nicchia di produzione di questa pepita dei sapori. Qui si possono visitare l’Ecomuseo del carbonaio e, non lontano dal paese alle pendici del Pratomagno, i Bagni di Cetica, una sorta di stabilimento termale con vasche riempite di acqua freddissima dove avvengono da secoli abluzioni risanatrici: molti sono i visitatori che ogni anno sono attratti dalla santità di queste acque che, si dice, guariscano malattie della pelle, dolori, il cosiddetto mal della pietra, risanino fegato e milza e ridonino alle donne il colore vermiglio alla pelle.

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