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Massiccio del Pratomagno

L’escursione alla Croce del Pratomagno è una delle esperienze più belle per chi ama stare all’aria aperta nella quiete della montagna Toscana. Il Pratomagno ci offre decine e decine di chilometri di sentieri ed il paesaggio è molto interessante sia dal punto di vista naturalistico che storico-ambientale. Il crinale è percorso dal sentiero principale: n.00 dal passo della Crocina al Passo della Consuma con uno sviluppo di ben 37 chilometri.

Inoltre, gli appassionati di ferrate troveranno sul Pratomagno la ferrata “Romana Nesi”, costruita nel 1992 dal CAI di Arezzo con lo scopo di allenarsi, ma allo stesso tempo usata per insegnare questo sport ai principianti.

 

Fin dal tempo degli etruschi il Pratomagno è stato centro vitale delle attività quotidiane delle genti che lo abitavano e sulle sue pendici nacquero centri abitati. All’età dei romani il Pratomagno era attraversato da due vie: quella casentinese della Flaminia Minore che collegava Bologna ad Arezzo e quella valdarnese della Cassia Vetus, che corrisponde all’attuale Setteponti.

 

La prateria che caratterizza il massiccio del Pratomagno è il luogo ideale per la pastorizia, infatti è possibile trovare mucche e cavalli al pascolo. Un’immagine a dir poco idilliaca.

 

Come arrivare:

Dal Casentino c’è l’imbarazzo della scelta, possiamo raggiungere la Panoramica del Pratomagno dal paesino di Quota, Cetica e i Bagni di Cetica, Talla dal Passo della Crocina e il piccolo borgo di Pontenano, oppure, per chi sta ancora più a Nord direttamente Vallombrosa, salendo sul Monte Secchieta. Infine, per chi viene da Firenze, il Passo della Consuma per poi salire da Montemignaio.

Ecco i Comuni che sono abbracciati dalla dorsale del Pratomagno:

 

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